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che ti passa nper la testa

Firenze nella magnifica location di Piazza della Signoria e Gucci, un binomio imprescindibile. Da gennaio 2018, nella sede trecentesca del Palazzo della Mercanzia, il nuovo Museo della Maison fiorentina ideato –espressione del genio creativo di/da Alessandro Michele, creative director e guru del nuovo strabiliante percorso dello storico marchio fiorentino nella contemporaneità.

Gucci Garden è un luogo fisico e metaforico, uno spazio creativo in cui nella “voluta” negazione di un ordine cronologico – classico per i musei di storia del costume-che raccontasse la storia della Maison dalla fondazione avvenuta nel 1921 ad opera di Guccio Gucci ad oggi, prende forma l’universo parallelo creato da Alessandro Michele, in cui coesistono passato e presente, in una serie infinita di rimandi e citazioni, in cui abiti, oggetti, cimelia e installazioni si accostano in un felice e prolifico connubio immaginativo.
Il logo rosa ,” l’occhio che tutto vede”allude all’esoterismo, cardine dell’immaginario Gucci ed è anche il simbolo di una visione totale, inclusiva della contemporaneità in cui la moda non vuole più dettare modelli, stili di vita o di comportamento, ma diventare espressione delle mille e una individualità: scalpore ha fatto l’ultima campagna beauty Gucci in cui il rossetto stride su una bocca altamente imperfetta.

Il Museo, al piano terreno ospita la coloratissima Boutique, ove si vendono articoli esclusivi, pezzi unici di abbigliamento e accessori contraddistinti dal logo Gucci Garden, tra cui gli oggetti della linea Décor. Porcellane che rimandano nelle forme e nei colori alla Antica Arte degli Speziali, si mescolano a cappelli dal sapore vittoriano, alle tappezzerie ispirate nei motivi ai tessuti rinascimentali. Citazioni colte persino nei camerini che ricordano ad un osservatore attento, le tende da campo degli eserciti romani, immortalate in dipinti famosi come Il sogno di Costantino di Piero della Francesca. Una ricchezza infinita, quasi un horror vacui domina questi ambienti terreni della Boutique.

L’interno comunica con la Piazza esterna: alle pareti del bookstore, gli stemmi delle Arti Fiorentine in origine apposte sulla facciata del Palazzo.
A lato il Bookstore, in cui la citazione dell’antico si sposa con la contemporaneità: in vendita, testi editi dalla storica Cascianelli di Roma e una selezione di libri e riviste internazionali come InOther Words e Sternberg Press tra le altre, con una attenzione particolare alle edizioni numerate a tiratura limitata.
Gucci Garden ospita il progetto Publishing Traffic di Saul Mércadant dell’Università di Venezia: serie di conversazioni e pérformanc[s dedicate all’editoria contemporanea in quel punto dove si incrociano i destini di pubblicazioni a tiratura limitata e il loro alter ego digitale che ne amplifica a dismisura la diffusione.
Pérformances che contribuiscono a rendere tridimensionale l’oggetto libro.
Il ruolo storico di Firenze nel suo primato di polo culturale cosmopolita è ribadito anche dalla presenza, all’interno del Museo, della Gucci Osteria condotta dallo Chef stellato Massimo Bottura. Canti carnascialeschi di Lorenzo dé Medici, vergati in oro alle pareti ribadiscono il legame con il Rinascimento fiorentino.

La Galleria, curata dal critico Maria Luisa Frisa si snoda ai due piani superiori. Per le scale murales dai temi esoterici dell’artista contemporanea , in un gioco di specchi, aprono sullo spazio esterno rappresentando Piazza della Signoria popolata da figure oniriche come la Luna, il Sole che rimandano al lato oscuro, alchemico della tradizione rinascimentale.