Archivio mensile:Maggio 2019

il bello della vita

la libertà assoluta

vivere all’aria aperta, circondati dalle bellezze della natura selvaggia

Procedura Specifica

Percorso amministrativo per la compartecipazione alla spesa sanitaria, contributo digitale ticket aggiuntivo:Accesso al Pronto Soccorso, assegnazione a Osservazione alta intensità HDU– medicina d’urgenza, assegnazione a Osservazione 1°piano– medicina d’urgenza.

 

 

Codice aziendale

testa

che ti passa nper la testa

Firenze nella magnifica location di Piazza della Signoria e Gucci, un binomio imprescindibile. Da gennaio 2018, nella sede trecentesca del Palazzo della Mercanzia, il nuovo Museo della Maison fiorentina ideato –espressione del genio creativo di/da Alessandro Michele, creative director e guru del nuovo strabiliante percorso dello storico marchio fiorentino nella contemporaneità.

Gucci Garden è un luogo fisico e metaforico, uno spazio creativo in cui nella “voluta” negazione di un ordine cronologico – classico per i musei di storia del costume-che raccontasse la storia della Maison dalla fondazione avvenuta nel 1921 ad opera di Guccio Gucci ad oggi, prende forma l’universo parallelo creato da Alessandro Michele, in cui coesistono passato e presente, in una serie infinita di rimandi e citazioni, in cui abiti, oggetti, cimelia e installazioni si accostano in un felice e prolifico connubio immaginativo.
Il logo rosa ,” l’occhio che tutto vede”allude all’esoterismo, cardine dell’immaginario Gucci ed è anche il simbolo di una visione totale, inclusiva della contemporaneità in cui la moda non vuole più dettare modelli, stili di vita o di comportamento, ma diventare espressione delle mille e una individualità: scalpore ha fatto l’ultima campagna beauty Gucci in cui il rossetto stride su una bocca altamente imperfetta.

Il Museo, al piano terreno ospita la coloratissima Boutique, ove si vendono articoli esclusivi, pezzi unici di abbigliamento e accessori contraddistinti dal logo Gucci Garden, tra cui gli oggetti della linea Décor. Porcellane che rimandano nelle forme e nei colori alla Antica Arte degli Speziali, si mescolano a cappelli dal sapore vittoriano, alle tappezzerie ispirate nei motivi ai tessuti rinascimentali. Citazioni colte persino nei camerini che ricordano ad un osservatore attento, le tende da campo degli eserciti romani, immortalate in dipinti famosi come Il sogno di Costantino di Piero della Francesca. Una ricchezza infinita, quasi un horror vacui domina questi ambienti terreni della Boutique.

L’interno comunica con la Piazza esterna: alle pareti del bookstore, gli stemmi delle Arti Fiorentine in origine apposte sulla facciata del Palazzo.
A lato il Bookstore, in cui la citazione dell’antico si sposa con la contemporaneità: in vendita, testi editi dalla storica Cascianelli di Roma e una selezione di libri e riviste internazionali come InOther Words e Sternberg Press tra le altre, con una attenzione particolare alle edizioni numerate a tiratura limitata.
Gucci Garden ospita il progetto Publishing Traffic di Saul Mércadant dell’Università di Venezia: serie di conversazioni e pérformanc[s dedicate all’editoria contemporanea in quel punto dove si incrociano i destini di pubblicazioni a tiratura limitata e il loro alter ego digitale che ne amplifica a dismisura la diffusione.
Pérformances che contribuiscono a rendere tridimensionale l’oggetto libro.
Il ruolo storico di Firenze nel suo primato di polo culturale cosmopolita è ribadito anche dalla presenza, all’interno del Museo, della Gucci Osteria condotta dallo Chef stellato Massimo Bottura. Canti carnascialeschi di Lorenzo dé Medici, vergati in oro alle pareti ribadiscono il legame con il Rinascimento fiorentino.

La Galleria, curata dal critico Maria Luisa Frisa si snoda ai due piani superiori. Per le scale murales dai temi esoterici dell’artista contemporanea , in un gioco di specchi, aprono sullo spazio esterno rappresentando Piazza della Signoria popolata da figure oniriche come la Luna, il Sole che rimandano al lato oscuro, alchemico della tradizione rinascimentale.

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Lorem Ipsum è un testo segnaposto utilizzato nel settore della tipografia e della stampa. Lorem Ipsum è considerato il testo segnaposto standard sin dal sedicesimo secolo, quando un anonimo tipografo prese una cassetta di caratteri e li assemblò per preparare un testo campione. È sopravvissuto non solo a più di cinque secoli, ma anche al passaggio alla videoimpaginazione, pervenendoci sostanzialmente inalterato. Fu reso popolare, negli anni ’60, con la diffusione dei fogli di caratteri trasferibili “Letraset”, che contenevano passaggi del Lorem Ipsum, e più recentemente da software di impaginazione come Aldus PageMaker, che includeva versioni del Lorem Ipsum.

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Tuttavia, perché voi intendiate da dove sia nato tutto questo errore, di quelli che incolpano il piacere ed esaltano il dolore, io spiegherò tutta la questione, e presenterò le idee espresse dal famoso esploratore della verità, vorrei quasi dire dal costruttore della felicità umana. Nessuno, infatti, detesta, odia, o rifugge il piacere in quanto tale, solo perché è piacere, ma perché grandi sofferenze colpiscono quelli che non sono capaci di raggiungere il piacere attraverso la ragione; e al contrario, non c’è nessuno che ami, insegua, voglia raggiungere il dolore in se stesso, soltanto perché è dolore, ma perché qualche volta accadono situazioni tali per cui attraverso la sofferenza o il dolore si cerca di raggiungere un qualche grande piacere. Concentrandoci su casi di piccola importanza: chi di noi intraprende un esercizio ginnico, se non per ottenerne un qualche vantaggio? E d’altra parte, chi avrebbe motivo di criticare colui che desidera provare un piacere cui non segua nessun fastidio, o colui che fugge un dolore che non produce nessun piacere?
Al contrario, però, noi con indignazione denunciamo e riteniamo meritevoli di odio quelli che, rammolliti e corrotti dai piaceri del momento, accecati dal desiderio, non prevedono a quali dolori e a quali sofferenze andranno incontro, e uguale colpa hanno quelli che abbandonano i propri doveri per pigrizia d’animo, cioè per evitare le fatiche e i dolori. Certamente è facile e rapido distinguere questi casi. Infatti nel tempo libero, quando abbiamo tutta la nostra possibilità di scegliere e niente ci ostacola dal fare ciò che ci piace di più, bisogna accogliere ogni piacere e respingere ogni dolore. Ma in altri momenti, o nei doveri inevitabili o negli obblighi che ci vengono dalle circostanze, spesso accadrà che si debba respingere il piacere e accogliere il fastidio. E così il saggio si regola scegliendo tra questi atteggiamenti, facendo in modo che o – respingendo il piacere – ne ottenga di più grandi, o – sopportando il dolore – ne eviti di peggiori.»